Buick chiamava le sue auto del 1960 modelli «Turbine Drive», ma sotto il cofano non c’era alcun motore a turbina

Per decenni Buick ha utilizzato espressioni pubblicitarie memorabili, ma la denominazione Turbine Drive del 1960 aveva una spiegazione sorprendente.

11 ottobre 2026 16:30 / Retrò

No, le Buick del 1960 non erano equipaggiate con motori a turbina a gas. Ma il nome «Turbine Drive» aveva uno scopo, e la storia che si cela dietro merita di essere approfondita.

Nel corso degli anni, Buick ha utilizzato molte parole ed espressioni memorabili nelle sue campagne pubblicitarie. Nomi come Fireball 8 e Dynaflash rimangono parte della storia del marchio, insieme al celebre slogan: «Quando si costruiranno automobili migliori, sarà Buick a costruirle». E chi potrebbe dimenticare la domanda: «Non preferireste davvero una Buick?»

Forse la formulazione più intrigante comparve nel 1960, quando il materiale pubblicitario Buick descriveva praticamente l’intera gamma come «Buick con Turbine Drive». L’azienda non intendeva suggerire che le sue auto avessero motori a turbina a gas. I suoi copywriter si riferivano al cambio automatico.

Entro il 1959, Buick aveva abbandonato il nome commerciale Dynaflow in favore di Twin Turbine per il suo cambio automatico GM. Anziché affidarsi ai tradizionali ingranaggi epicicloidali per moltiplicare la coppia durante l’accelerazione, il cambio utilizzava un convertitore di coppia.

Il nome Twin Turbine si riferiva alle due turbine all’interno del convertitore di coppia, una soluzione introdotta nel cambio Dynaflow del 1953. Nel 1958 Buick offrì anche il Flight Pitch Dynaflow, meglio noto come Triple Turbine. Tuttavia, i persistenti problemi si rivelarono difficili da risolvere e la produzione terminò nel 1959.

Nel 1960 Buick spinse la strategia dei nomi ancora oltre, pubblicizzando con grande risalto l’intera gamma come dotata di «Turbine Drive». Il nome Dynaflow era diventato un’arma a doppio taglio e finì per essere considerato uno svantaggio sul piano del marketing.

Per il tipico proprietario di una Buick, abituato ad accelerare dolcemente, il Dynaflow offriva un funzionamento eccezionalmente fluido, senza cambi marcia percepibili. Richiedendo un’accelerazione più decisa, però, l’esperienza poteva ricordare quella di un moderno cambio a variazione continua (CVT), con un’apparente disconnessione tra il regime del motore e la velocità dell’auto. Insieme a un’accelerazione generalmente modesta, questo comportamento valse al cambio i poco lusinghieri soprannomi «Dynaslow» e «Dynaslush». Entrambi divennero espressioni familiari tra gli appassionati, quasi altrettanto riconoscibili quanto lo stesso nome Dynaflow.

Questo non significa che il Dynaflow, noto anche come Twin Turbine o Turbine Drive, fosse un fallimento. La maggior parte dei proprietari di Buick ne era pienamente soddisfatta. Il cambio dimostrò la propria affidabilità su milioni di automobili e, nel 1960, circa il 99,4% degli acquirenti Buick scelse questo insolito automatico.

C’era però un dettaglio importante: l’unica alternativa era un cambio manuale. È interessante immaginare che cosa avrebbero scelto gli acquirenti se Buick avesse offerto il più convenzionale cambio automatico Hydra-Matic di GM accanto al Turbine Drive.

Per una serie di ragioni, le vendite Buick continuarono a diminuire nel 1960, scendendo a poco meno di 254.000 automobili. Si trattava di circa un terzo delle vendite della divisione nel fondamentale anno modello 1955, quando Buick evitò per un soffio di uscire dalla top 10 dei costruttori automobilistici del settore.

Il nome Turbine Drive comparve nell’intera gamma Buick per un solo anno, anche se il cambio stesso continuò a portare quella denominazione fino al 1964 incluso. Buick adottò poi il cambio Turbo-Hydramatic comune al gruppo GM, commercializzandolo con il nome Super Turbine 400.

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